DALLA CALABRIA A SEATTLE (USA), UNA NUOVA “COMPANY” PER L’ESPORTAZIONE DEI PRODOTTI DI ECCELLENZA E LA PROMOZIONE DEI TERRITORI DEL SUD ITALIA

Una grande festa italiana nella città di Seattle per la grande apertura dello store statunitense della “Nduja e Salumi artigianali Bellantone”, azienda di Spilinga (Calabria) nota per le sue tradizionali produzioni. In una location magnifica nel “rooftop” 450 Alaskan Way, con vista panoramica
Molte le presenze importanti intervenute durante la serata, tra gli altri, quella del Console Onorario Elisabetta Valentini, Davide Vigano Cofounder & CEO at Sensoria Health Inc. già’ Executive Microsoft, Franco Tesorieri già’ Console Italiano di Seattle, molti Chefs’’ ristoratori e delegati di associazioni italiane in città, rappresentanti della “Casa Italiana” e quelli dell’associazione “Alliance for Pioneer Square” area di riferimento in cui e’ posizionato lo store, e la presenza di diversi brokers e società’ di importazione di prodotti di eccellenza italiana.

Ospite d’onore della serata lo Chef “dei divi di Hollywood” Celestino Drago, ristoratore di origine italiana con diverse attività a Beverly Hills Los Angeles, che con la sua cucina ha conquistato negli anni i palati sopraffini degli americani esaltando i prodotti italiani di qualità’. Lo Chef si e’ esibito in un applauditissimo “showcooking” utilizzando, appunto, i prodotti delle aziende calabresi già partecipanti al progetto “Nduja Usa”.sulla città, si e’ tenuta la presentazione del primo store Nduja Usa situato in Yesler Way, che negli obiettivi dovrà essere il nuovo punto di riferimento anche di molte delle “eccellenze” del Sud Italia nello Stato di Washington, a nord della California, e anche della West Coast.

SEATTLE è una città portuale che si trova  sulla costa occidentale degli Stati Uniti d’America, capoluogo della contea di King, nello Stato di Washington. Situata a circa 100 miglia (160 km) a sud del confine tra Canada e Stati Uniti, con una stima di 744 945 residenti. A luglio 2013, è stata la città principale a più rapida crescita negli Stati Uniti, rimanendo nella Top 5 con un tasso di crescita annuale del 2,1%. Uno dei principali snodi commerciali per l’Asia, è il quarto porto più grande del Nord America in termini di movimentazione dei container a partire dal 2015. Tanti nostri connazionali vivono e lavoro a Seattle, culla delle grandi ed importanti multinazionali come Amazon, Microsoft, Boeing, Starbucks.

Nel 2026 Seattle ospiterà i prossimi Mondiali di Calcio e’ il ns corner espositivo sarà’ in prossimità dello Stadio.

L’obiettivo, appunto, è quello di diventare il punto di riferimento non solo a Seattle, ma in tutta la West Coast per i prodotti del Sud Italia, con una serie di caratteristiche che serviranno ad identificare la location come:

  • Corner espositivo e di vendita con presenza permanente del prodotto
  • Un luogo dedicato, nel cuore di Seattle, in cui le famiglie potranno trascorrere del tempo, gustando il made in South-Italy
  • Promozione del prodotto e del Territorio di riferimento con aziende e distributori locali
  • Un ufficio fisico per assistere i clienti
  • Assistenza e accesso facilitato ad un mercato altrimenti troppo complesso e costoso per piccole aziende in cerca di nuovi contatti;
  • Spedizioni in tutti gli Stati Uniti
  • Ampi spazi per degustazioni prodotti, organizzazione eventi e lancio nuovi prodotti

La nuova vetrina permanente negli Usa ha, tra gli obiettivi, quello di promuovere accordi e relazioni, sostenere le imprese calabresi e del Sud Italia in generale nei processi di internazionalizzazione in questa area specifica, ma anche nel resto Stati Uniti.

Un altro obiettivo è quello di favorire la conoscenza e la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari regionali in un mercato già oggi molto significativo come gli Stati Uniti, intercettando modifiche dei comportamenti dei consumatori che la pandemia ha accelerato, come l’attenzione a stili di vita più salutari e alla sicurezza alimentare. Le eccellenze alimentari, che uniscono qualità delle materie prime e delle tecniche di produzione, hanno tutti i requisiti per rispondere a questa esigenza di mercato.

La missione ha, quindi, l’obiettivo di lanciare un programma che guardi al mercato Usa nel momento in cui i consumatori americani dimostrano di preferire e voler scegliere la qualità dei buoni prodotti e non quelli che subiscono da anni un continuo processo di contraffazione.

E’ il caso della “‘nduja di Spilinga” su tutti, ma anche formaggi, sott’oli, condimenti vari, prodotti da forno e dolciari.

L’agenzia di stampa “Bloomberg”, qualche anno fa, ha tessuto le piccanti lodi della ‘Nduja, prodotto nato e cresciuto nella comunità di Spilinga in Calabria, incoronandola ufficialmente come l’ingrediente culinario del momento. Un numero crescente di chef stranieri ha iniziato ad apprezzare il salume piccante e a introdurlo nei propri menu. “Cucinare con la ʾnduja è cool” hanno sottolineato non solo gli Chef stellati inglesi e americani, ma di ogni latitudine.

E’ qui, infatti che nasce l’idea della “Nduja in Usa”. Nasce dalla constatazione di molti conterranei calabresi e spilingesi in particolare che, alla luce della bassa qualità di prodotti contraffatti, fatti passare come tradizionale “’nduja di Spilinga”, hanno avuto un sussulto, tanto da decidere di cominciare a produrre negli USA la ‘nduja di Spilinga, secondo la loro risaputa arte e secondo la qualità che ogni famiglia ha tramandato da generazione in generazione. La prima esperienza in questa direzione, ma solo per piccole produzioni, è l’azienda “Nduja Guys” fondata da due emigrati spilingesi, ora a fare da apripista arriva il grande progetto della prima azienda spilingese, la “Nduja e Salumi Bellantone”, che apre una propria sede a SEATTLE.

Un progetto quindi creato, affinchè, anche gli americani possano finalmente cominciare a distinguere il “vero” prodotto dalle tante imitazioni. Il tutto in attesa anche di definire una più agevole esportazione del prodotto da Spilinga negli Usa, al momento ostacolato dalle rigide misure di “introduzione” nel mercato statunitense.

Una “vetrina”, quindi, quella presentata a Seattle sulle eccellenze “Made in Sud” che riguarderà la ‘nduja in primo piano, oltre a tutti i prodotti che rappresentano i vari territori e anche quelli di nicchia. Partecipi, intanto, a questa prima fase del progetto anche aziende già pienamente titolate come la “Dolciaria Monardo”, “Colacchio Food”, “Delizie Vaticane”, “Sapori Antichi/Muraca”, “Borgo dei Vinci”. Ma la considerazione è rivolta anche ai piccoli produttori, soprattutto quelli di nicchia faticano ad entrare nel mercato statunitense, a farsi trovare dai consumatori nei supermercati e ad arrivare sulle tavole degli americani.

È dai primi anni 80 che gli americani hanno iniziato ad apprezzare i prodotti gastronomici italiani. E nonostante le nuove tendenze che nascono ogni giorno, ed ogni anno, l’apprezzamento per la gastronomia tradizionale italiana è cresciuta notevolmente nel corso dei decenni ed oggi sempre di più le nostre eccellenze alimentari sono ricercate dai consumatori statunitensi. Questo grazie all’attenzione crescente verso prodotti di qualità, ma anche in virtù della maggiore consapevolezza dell’importanza di mangiar sano. Ciò è dimostrato dal consolidarsi della “Dieta Mediterranea”.

L’industria alimentare USA raggiunge i 4000 miliardi di dollari annui di vendite. Ci sono 225.000 negozi alimentari che servono una popolazione di 325 milioni di persone. Vendere specialità alimentari in USA è quindi un business con grandi potenzialità

Un importante fattore che determina il successo dell’azione commerciale è appunto la vicinanza con la sede principale di grosse catene distributive: ad esempio. come nel nostro caso la catena Amazon, oltre ad avere un broker in zona permette un approccio più diretto ed efficace con il management.